ISTITUTO ALTI STUDI COREOGRAFICI
a cura di KLm – Kinkaleri, Le Supplici, mk
9 – 12 giugno, Centro Pecci, Prato
in collaborazione con Contemporanea/Focus Danza 2026, Centro Pecci Prato

ISTITUTO ALTI STUDI COREOGRAFICI, progetto di KLm – Kinkaleri, Le Supplici, mk, ha come obiettivo la condivisione e il passaggio di pratiche e saperi coreografici tra testimoni a vari livelli per riproporre il corpo come strumento di relazione, portatore di sapienza, tecnica, conoscenza, stupore.

ISTITUTO ALTI STUDI COREOGRAFICI, si inserisce anche in questa edizione nel programma del festival Contemporanea/Focus Danza 2026, allargando la collaborazione ad un’altra istituzione pratese con cui KLm dialoga da anni in ambito curatoriale e performativo, il Centro Pecci Prato | Fondazione per le Arti Contemporanee In Toscana. Nomade per natura e stabile per conduzione artistica e organizzativa, il progetto quest’anno ha come sede il museo, andando ad incrociare ancora una volta esperienze fisiche con l’arte contemporanea.

ISTITUTO ALTI STUDI COREOGRAFICI continua a configurarsi come organismo vivo, capace di adattarsi alle circostanze e generare esperienze: momenti di studio, azioni, pratiche condivise, visioni, performance, costruzioni. La sua natura fluida e porosa consente ai processi di espandersi, costruendo ambienti fisici e mentali che ridefiniscono il concetto stesso di luogo scenico. A seconda delle occasioni, la proposta può rimanere un’esperienza dei partecipanti o tradursi in contesti esposti a uno sguardo esterno, in dialogo con l’ambiente e con l’altro, attraverso territori in bilico tra il visibile e l’invisibile, il noto e l’inusuale, la pratica e il mistero.

ISTITUTO ALTI STUDI COREOGRAFICI presenta nell’edizione 2026 il lavoro delle artiste e artisti associati KLm (Kinkaleri / Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco – Jacopo Jenna – Le Supplici / Fabrizio Favale, Daniele Bianco – mk / Michele Di Stefano, Biagio Caravano – Sorelle di damiano – Miranda Secondari), insieme ad alcune ospitalità (CollettivO CineticO, Benedetta Fioravanti e Francesco Maggiora), aprendo una riflessione sul corpo attraversato dallo sguardo e dalle pratiche di diverse generazioni.

Ingresso per attività/spettacolo: €3,00
Ingresso gratuito per proiezioni video e performance DOVESEIIII

Le pratiche sono a iscrizione obbligatoria, posti limitati
Info e prenotazioni:
 sito: www.klmx.it 
 e-mail: info@klmx.it 
Centro Pecci, V.le della Repubblica, 277, 59100 Prato PO

 PROGRAMMA COMPLETO 

 martedì 9 giugno, Centro Pecci 

 h.16.00 – 18.00 
mk, Piscina Mirabilis
a cura di Michele Di Stefano, ambiente sonoro di Carlos Finger
pratiche condivise aperte a tutt*

Un luogo temporaneo dedicato alla ricerca, dove immergersi nell’accadimento puro, senza gerarchie di potere, senza accademismi, trasmissione, formazione, spettacolo. Una strana abitudine da costruire senza discorsi, una piscina alla quale tornare. All’ingresso si viene accolt* e informat* sulle condizioni base per accedere allo spazio, dopo di che ogni comportamento e sviluppo sarà affidato al corpo di chi partecipa. Le semplici regole di accesso favoriranno la discesa in una morbida coabitazione, con l’unica certezza di essere in un luogo molto esposto e molto intimo. Proviamo ad inventare uno spazio dove articolare insieme la sua durata, con un potenziale di indagine e ricerca che possa includere la preziosa fragilità della creazione di un ambiente inedito, esposto alle intemperie.

 mercoledì 10 giugno, Centro Pecci 
h.15.00 – 17.00
CollettivO CineticO, Extinction Party
tenuto da Francesca Pennini e CollettivO CineticO
pratiche condivise di “FITONESS”* aperte a tutt*

Vengono condivise pratiche di movimento di CollettivO CineticO come riscaldamento dei corpi, dei sensi e dei pensieri. Il laboratorio culmina in un atto performativo di immobilità collettiva che esplora i limiti personali offrendosi alla scena come estasi. Ad accompagnare questa foresta di corpi un Dj set di musiche per la fine dell’umanità.

[*“FITONESS / eserciziario di pratiche vegetali” [Fito- dal gr. phytón “pianta”], in opposizione alla dimensione palestrata e predatoria del fitness. Il fitoness è un allenamento all’essere vegetale e traduce i virtuosismi tipici delle piante per i corpi degli esseri umani. I principi fondamentali sono: immobilità come pratica trascendentale; rallentamento come amplificazione del microscopico; alterazioni della presenza per un teletrasporto molto analogico (sonno, sogno, sonnambulismo, meditazione); coreografia dell’invisibile e altri misteri viscerali; fotosintesi, sonar e improbabili traduzioni sensoriali; pratica lisergica del respiro per un cannibalismo cortese.]

h.17.00 – 18.00
Benedetta Fioravanti, I still love U, anyway, 2024
proiezione video

Benedetta Fioravanti raccoglie, produce e ricombina scene di vita quotidiana in narrazioni video enigmatiche e suggestive, spesso perturbanti. I still love U, anyway unisce frammenti recuperati dalle zone d’ombra di youtube, quelle meno frequentate dalla rete, si alternano a scene girate dall’artista con un sonoro realizzato ad hoc. A strutturare il nesso fra le immagini è una lista di parole chiave che, declinate in sinonimi e contrari, ampliano lo spettro del significato e consentono all’artista di attingere a materiali inesplorati del web. Il racconto procede intuitivamente, a tratti per analogia, a tratti per antitesi, evocando sensazioni irrisolte, alla cui indefinitezza si deve la densità poetica della composizione.

 h.18.00 – 19.00 
Kinkaleri, SDOD #1
pratiche fisiche aperte a persone con esperienza

SDOD #1 nasce come uno spazio di incontro tra corpi, immaginazione e desiderio, in cui i partecipanti sono invitati a esplorare la propria soggettività e quella degli altri attraverso pratiche di movimento, ascolto e relazione. Le pratiche proposte creano un ambiente aperto, condiviso e libero, mettendo al centro la presenza sensibile e la possibilità di una ricerca comune, lontana da ogni idea di efficienza o prestazione. Attraverso il corpo, il contatto e l’esperienza collettiva, SDOD #1 apre uno spazio di trasformazione e relazione danzante.

 giovedì 11 giugno, Centro Pecci 
 h.15.00 – 17.00 
KLm, DOVESEI
Pratiche di creazione e costruzione aperte ad un gruppo selezionato di partecipantiIl lavoro parte dalla presentazione degli elementi concettuali del progetto DOVESEI: la logica dell’accadimento collettivo, il tavolo come dispositivo relazionale, la performance come processo aperto fatto di relazioni e responsabilità, per mantenere viva una dimensione di condivisione e di ebrezza. Dopo questa fase si procede alla realizzazione di tutto ciò che serve: il tavolo, il sound system, gli abiti, gli oggetti. Un cantiere condiviso in cui la creatività di ciascuno si mette al servizio di qualcosa di più grande, in continua trasformazione.

 h.16.00 – 18.00 
Sorelle di damiano, Archivio del disagio
pratiche fisiche aperte a persone con esperienza

Archivio del disagio è una proposta che intreccia danza contemporanea, presenza corporea e costruzione di uno spazio sociale minimo. Il lavoro nasce dall’idea di sottrarre continuamente strumenti di orientamento: la parola, la spiegazione, la rassicurazione, la possibilità di chiarire o negoziare ciò che accade. Tutto si sviluppa interamente nel silenzio; l’assenza di linguaggio diventa una condizione percettiva e politica. In un tempo dominato dalla sovrapproduzione di immagini, opinioni, contenuti e relazioni, il silenzio interrompe la necessità costante di performare, comunicare e produrre significato. Viene sospesa così la bramosia di essere compresi.

 h.18.00 – 20.00 
KLm, DOVESEIIII
performance

DOVESEIIII è un lavoro collettivo di KLm con Canedicoda, Roberta Mosca, Margherita Morgantin e Guest, un accadimento da far crescere sul momento senza paura, per attivare una riflessione congiunta, un processo attivo di omissione di presenza, dove ognuno si spoglia e diventa altro. Qualcosa di diverso e più composto in una progressiva perdita dei dettagli dentro un panorama che invade ogni spazio attraverso l’attivazione di un tavolo di legno circolare con un buco al centro, concepito per essere gestito e agito come un vero e proprio bancone da bar: un luogo ideale, un centro funzionale da cui diramare ogni pulsione performativa, inglobando e sviluppando tutte le evoluzioni dinamiche connesse alla sua natura, alla sua volontà e al suo sforzo.

 h.18.00 – 20.00 
Fabrizio Favale, The Halley Solo I e II
con Daniele Bianco
performance

Come ad imitare la traiettoria di una cometa periodica, queste danze si presenta come un’effimera scia nello spazio. Qui il danzatore abbandona qualsiasi tipo di riferimento narrativo per lanciarsi, come un corpo celeste, in traiettorie e in dinamiche, in cambi di qualità e densità danzate, in stasi e rapide torsioni nello spazio vuoto.

 venerdì 12 giugno, Centro Pecci 
 h.15.00 – 18.00 
Jacopo Jenna, Perception in Action
pratiche condivise aperte a tutt*

La percezione non è un processo del cervello, ma una sorta di attività abile del corpo nel suo insieme. Una pratica collettiva di esplorazione coreografica sonda lo spazio del Centro Pecci di Prato attraverso la creazione di una semplice partitura che intreccia il corpo all’ambiente, creando una relazione sensomotoria tra osservatore e immagini. L’incontro prevede una sessione di ascolto del corpo propedeutico alla visione e al movimento nello spazio, al fine di trovare un sistema di trasmissione e definizione fisica dell’esperienza.

Perception is not something that happens to us, or in us, It is something we do.
Alva Noë – Action in Perception

 h.17.00 – 18.00 
Francesco Maggiora, Margine, 2025
proiezione video

L’artista scala la struttura di un cartellone pubblicitario ai bordi di una strada trafficata. Il corpo entra nella cornice del billboard, vi si espone, ne esce, si lascia includere o escludere. Per l’artista il lavoro è la forma di un flusso di coscienza che trova posto dentro un’immagine. La voce ha il tono intimo di un vocale inviato a un amico, stratagemma che sposta il messaggio poetico verso un tono molto informale. L’azzurro saturo del cielo e il colore delle erbe conferiscono alla scena una caratteristica satura e cinematografica (ToastProject).

 h.18.00 – 19.00 
Miranda Secondari, Fulmen in clausola
pratiche fisiche aperte a persone con esperienza

Percorso di ascolto, attesa, emersione di movimento — quindi immagine — fino a un gesto imprevisto che controverte le aspettative. Immaginando la costruzione del movimento come un epigramma, il “Fulmen in clausola” è l’irruzione subitanea, l’ultimo elemento di una costruzione metrica che si diverte a trasformare il significato precedente. A partire da un lavoro dedicato al respiro, si passa ad un esercizio di sguardo rivolto all’interno e all’esterno, costruendo il movimento come un componimento dal ritmo lento, fin troppo preciso e minuzioso, in cui far depositare la forma. Si arriva così a una chiusura che non conclude: spezza. Per l’esecutore della danza e per lo spettatore, le aspettative vengono così sovvertite: ciò che sembrava andare in una direzione, pare andare altrove, svelando una complessità insospettata.

 BIOGRAFIE 

 Kinkaleri  opera fra performance, ricerca sul movimento, sperimentazione teatrale, installazioni, opere video, materiali sonori, cercando un linguaggio non sulla base di uno stile ma direttamente nell’evidenza di un oggetto. Nel 2002 la compagnia ha ricevuto il Premio Lo Straniero Scommesse per il futuro e il Premio Ubu per lo spettacolo come miglior spettacolo di Teatrodanza dell’anno. I lavori del gruppo hanno ricevuto ospitalità presso numerose programmazioni in Italia e all’estero, centri d’arte contemporanea, centri culturali, spazi espositivi. All’attività produttiva si affianca quella di curatori di progetti culturali e formativi, eventi e incontri pensati sia per lo spazioK, sede operativa in Prato, che per musei, centri d’arte, spazi pubblici e urbani. Il collettivo è attualmente composto da Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco.

 Fabrizio Favale  ha ricevuto la Full Scholarship presso American Dance Festival nel 1990. A partire dall’anno successivo e fino al 2001 ha danzato per la compagnia Virgilio Sieni. Nel 1996 è nominato “miglior danzatore italiano” dal Premio G. Tani, mentre nel 2011 riceve la “Medaglia del Presidente della Repubblica al talento coreografico italiano”.
I suoi lavori sono invitati in contesti quali: Théâtre National de la Danse Chaillot (Parigi), Biennale de la Danse de Lyon, Varna Festival e molti altri. È ideatore di progetti di programmazione tra cui: Piattaforma della Danza Balinese, Circo Massimo, Plantings on Pluto. Nel 2019 il suo progetto Le Stagioni Invisibili riceve il premio PerChiCrea di Siae e MIBAC. Nel triennio 22-24 Fabrizio Favale è stato Artista Associato di MILANoLTRE.

 mk  si occupa di coreografia e performance dal 2000 e ruota intorno a un nucleo originario di performer e progettualità condivise e trasversali. Tra le produzioni più recenti Bermudas ha ricevuto il premio UBU 2019 come miglior spettacolo di danza nella versione durational e partecipata Bermudas_forever. La nuova produzione Panoramic Banana. Album degli abitanti del nuovo mondo ha debuttato alla Triennale di Milano ad ottobre 2024.
Michele Di Stefano Leone d’argento alla Biennale di Venezia, ha ricevuto commissioni coreografiche da Aterballetto, Korean National Contemporary Dance Company, Nuovo Balletto di Toscana e Ballet de Lorraine. È stato artista associato alla Triennale di Milano per il triennio 2022—24. Da settembre 2024, è co-direttore artistico del festival Short Theatre.

 jacopo Jenna  è un coreografo e regista. Il suo lavoro indaga la coreografia come pratica estesa, attraverso una ricerca che investe la danza e il video, studiando nuove possibilità di incorporazione del movimento, spaziando tra vari linguaggi e generando molteplici contesti performativi. Laureato in Sociologia presso l’Università di Urbino, sviluppa i suoi studi nella danza in Olanda a Codarts (Rotterdam Dance Academy). Si occupa di formazione e percorsi educativi per varie fasce di età elaborando nuove strategie di relazione con l’arte perfomativa. Ha presentato i suoi progetti presso festival ed istituzioni internazionali tra i quali Centrale Fies (Dro), La Democrazia del Corpo (Firenze), Palazzo Strozzi (Firenze), Centro Pecci (Prato), Fabbrica Europa (Firenze), Short Theatre (Roma), Dansem (Marsiglia), Bipod Festival (Beirut), CNBD (Bucarest), YPAM (Yokohama), Palazzo Grassi Punta della Dogana (Venezia), Chantiers d’Europe – Théâtre de la Ville (Parigi), Do Disturb – Palais de Tokyo (Parigi), Mudam Contemporary Art Museum of Luxembourg, MAXXI (Roma), Tanec Praha Festival (Praga), Belgrade Dance Festival, Tanzhaus nrw (Düsseldorf), Aerowaves Twenty22, NID Platform (2022|2024).

 Sorelle di damiano  è un duo performativo con base a Milano fondato da Sofia Pazzocco e Simona Tedeschini nel 2020. Sorelle di damiano pone al centro della propria ricerca il corpo, il suono e lo spazio come oggetti di riflessione sulla contemporaneità. I lavori si configurano come un dialogo sociale, intersezionale e politico, che mira a creare degli spunti di riflessione, quesiti aperti, sui disagi del contemporaneo. I recenti, Follow (2023), Variazione No.1 (2023) e lo studio di VARIAZIONE NO.2 (2025) sono stati presentati, tra gli altri, a Fog Triennale Milano, Teatro Mercadante (NA), BUFFALO 2024 presso MACRO-Museo d’Arte Contemporanea di Roma (RM), Contemporanea Focus danza 2025 presso Fabbricone (PO). Sorelle di damiano ha lavorato come accompagnamento alla coreografia di Francesca Foscarini presso Centrale Fies (TN) e Einsestadt (Austria), e collabora per “Non-Places to New Spaces: Reimagining The Liminal” progetto interdisciplinare di Timothy Percival, prodotto da Andrea Martina Tiberi per London South Bank University (UK).

 Miranda Secondari  è coreografa, performer e insegnante di Yoga. Laureata in Architettura dei Giardini, La sua pratica coreografica è orientata verso movimenti precisi e dilatati nel tempo che portano all’emersione d’immagini inattese e allo stato di presenza come forma di resistenza. Ha danzato per Altroteatro di Lucia Latour e fondato il collettivo Anagrama Coreografico. Si è formata con figure come Romeo Castellucci, Yasmine Hugonnet, Silvia Rampelli e collaborato con il musicista Nicola Ratti e il regista Diego Marcon (per il film Krapfen). I suoi lavori più recenti, L’assente e GHERMINELLA, sono stati presentati festival, fondazioni e gallerie (tra cui Short Theatre, Centro Pecci, Fondazione Elpis, Xing). È tra le artiste selezionate per il progetto europeo DRIFT (2026-2027).

 CollettivO CineticO  è fondato nel 2007 dalla coreografa Francesca Pennini e coinvolge oltre 50 artisti provenienti da discipline diverse. La ricerca del collettivo indaga la natura dell’evento performativo con formati al contempo ludici e rigorosi che si muovono negli interstizi tra danza, teatro e arti visive. Uno dei caratteri salienti è l’ideazione di metodi di composizione e organizzazione del movimento in grado di incontrare corpi estremamente differenziati e dispositivi che discutono il rapporto con lo spettatore e la visione muovendosi dal palcoscenico ai luoghi urbani, dalle missioni mimetiche nella vita quotidiana a piattaforme virtuali. CollettivO CineticO ha prodotto 68 creazioni presentate a livello nazionale e internazionale ricevendo numerosi premi tra cui: Jurislav Korenić Award Best Young Theatre Director; Premio Rete Critica 2014 come miglior artista 2014; Premio Danza & Danza 2015 a Francesca Pennini come miglior coreografa e interprete, nomination premi UBU miglior performer under 35; Premio Hystrio Iceberg 2016; Premio MESS al BE Festival di Birmingham 2016; Premio Nazionale dei Critici di Teatro per il Teatro Danza 2016; Premio UBU 2017 come Miglior Spettacolo di Danza e il Grand-Prix Golden Laurel Wreath Award for Best Performance al 58° Festival MESS di Sarajevo per Sylphidarium Maria Taglioni on the Ground, anche in nomination UBU come miglior progetto sonoro. Nel 2023 Francesca Pennini vince il Premio Ada D’Adamo per la ricerca e l’inclusività e nel 2024 il premio Arte: Sostantivo Femminile.

 Francesco Maggiora  (Roma, 2002) è un artista visivo e performer. Cresciuto in Maremma, ha praticato ginnastica artistica fino all’età di 19 anni, ottenendo buoni risultati a livello nazionale. Nel 2025 si è laureato in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e attualmente frequenta il biennio presso l’Accademia Albertina di Torino. La sua ricerca nasce dal lavoro sulla materia e si sviluppa nell’azione performativa, dando vita a immagini e sensazioni che si muovono sul confine sottile tra realtà e immaginazione, attraversando memoria e presenza. Tra le sue recenti esposizioni collettive figurano Forme nel Verde, San Quirico d’Orcia (2024), Pubblico, a cura di Toast Project, presso Manifattura Tabacchi (2025) e presso Galleria Olmastroni (2026). Ha collaborato con Esther Stocker per il montaggio della temporanea Analisi dell’errore (2025), ospitata alla Tenuta Dello Scompiglio e, per la stessa istituzione, ha ricreato — in collaborazione con Milo Maricelli — le installazioni per il lavoro coreografico di Mirko Guido All That Remains (2025). Nel 2026 ha preso parte a una performance di Franko B. La sua pratica performativa si sviluppa in contesti eterogenei: dalle restituzioni laboratoriali più strutturate e formali fino a interventi in strada, caratterizzati da un’impronta più spontanea e underground (Collettivo Oscena). Ha partecipato ai progetti di residenza di Toast Project, presso Manifattura Tabacchi, Firenze (2024-2025), di spazioK.Kinkaleri – Centro di Residenza Regionale, Prato (2025) e VIAINDUSTRIAE, Foligno (2026). È stato selezionato per la residenza “Generazione” promossa da Fabbrica Europa.

 Benedetta Fioravanti  si diploma 2016 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Urbino e nel 2020 consegue la laurea magistrale in Visual Arts – Decorazione, Arte e Spazio pubblico all’Accademia di Belle Arti di Venezia. É attualmente in residenza presso gli spazi di Alchemilla, Bologna. Nel 2026 partecipa alla collettiva A Slant Of Light presso Casa Flash Art Milano; nello stesso anno prende parte agli screening presso Mart di Rovereto e Fondazione Elpis Milano; nel 2025 partecipa alle mostre Windows, Authorized Dealer Gallery con Now Instant (Los Angeles) e a Machine Wreckers: 20 atti in un giorno, Spazio Punch (Venezia); sempre a Venezia, il suo lavoro è stato presentato a Microclima, Cinema Galleggiante; nello stesso anno presenta le prime due personali a Bologna con I still Love U, anyway presso Megadue e a Bergamo nella collezione pubblica di Oliviero Falconi; nel 2024 realizza la sigla della 17a edizione del Festival Lo Schermo Dell’Arte, Firenze e partecipa alla 15° edizione della Biennale de l’Avana, Cuba; nello stesso anno viene selezionata al progetto di residenza Wonderful! Art Research Program 2024 1st Edition a Firenze e partecipa alla mostra collettiva Anche in un castello si può cadere (Firenze), La prima volta presso Casa Testori (Milano) e allo screening ROMA CAPODARTE presso il MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma; nel 2023 è selezionata per il progetto Nuovo Grand Tour della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura; nello stesso anno partecipa a mostre collettive presso: Fabbrica del Vapore (Milano), Fondazione Stelline (Milano) e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Guarene).