ALASKA_Centro Coreografico Diffuso progetto e realizzazione KLm /Kinkaleri, Le supplici, mk produzione KLm 2018/2020
2018

2019
2020
Alaska è una zona dell’invenzione a venire, un luogo dove possibilmente andare, un mondo che non esiste se non nelle dimensioni dello spazio e del tempo scelte a priori come punti di riferimento. Come l’invenzione di una carta geografica rende plausibile l’idea dell’esperienza di luoghi sconosciuti o inesplorati.
KLm realizza un’idea fluida che possa nominarsi come un Centro Coreografico Diffuso. Un centro senza centro, senza fissa dimora, pensato come occasione per inserirsi negli interstizi di un sistema culturale nell’incontro non tra domanda e offerta, ma tra desideri e occasioni. Di ogni genere. Dinamiche nomadi senza esploratori al seguito intrecciano con la mappa occasioni interpretative ogni volta diverse, cercando relazioni tra l’esistente e il non esistente. Alaska è un mondo sconosciuto.
Alaska si inserisce nelle volontà di relazioni culturali e politiche adatte a sviluppare un senso di cura e di azione condivisa. Un non-progetto che vive in relazione alle proprie esperienze e a quelle di istituzioni culturali che intendono aprirsi alle occasioni per continuare ad attraversare la ricerca nel corpo, nella coreografia, nella scena e nella sperimentazione di nuovi rapporti tra opera e spettatore. Un’invenzione con un’urgenza inesplicabile, sotto il segno della necessità di proseguire il discorso anche dove non sarebbe possibile. Alaska parte da pratiche produttive sperimentate che in questi anni hanno creato luoghi, stabili o temporanei, dove mostrare occasioni di relazione con lo spettacolo dal vivo, i suoi autori e i suoi fruitori.

Le supplici
Le Stagioni invisibili_Ciclo coreografico infinito
Primavera Estate Autunno Inverno

progetto, coreografia Fabrizio Favale
con Daniele Bianco, Vincenzo Cappuccio, Andrea Del Bianco, , Francesco Leone, Mirko Paparusso, Stefano Roveda
produzione KLm /Le supplici 2018

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Quattro performance di danza a scandire il passaggio delle quattro stagioni in luoghi naturali e all’aperto. Un progetto itinerante e nomade che partendo da una ricerca della compagnia basata sul ciclo delle Stagioni e della cultura popolare arcaica, si articola potenzialmente all’infinito e si innesta in incontri con il pubblico nel meraviglioso paesaggio agricolo e senza tempo o anche industriale del marchigiano.
Gli appuntamenti cadono all’incirca nei cambi di stagione: la danza si manifesta nella forma dell’incontro epifanico con esseri, forme e profili animali, vegetali o umani non chiaramente identificabili, che normalmente nel resto dell’anno restano invisibili, nascosti nell’immaginario collettivo.
Ogni performance è diversa dall’altra e si svolge in luoghi differenti per ogni stagione. I luoghi, ogni volta unici e scelti in maniera dedicata, nello svolgersi del progetto di anno in anno, si sommano nel tempo come a disegnare una nuova e inedita mappa geografica, in un fitto intreccio fra danza, luoghi sconosciuti e figure fantastiche. Le performances sono confermate con qualunque condizione climatica (sole, pioggia, neve…) che accomunerà danzatori e spettatori.

Il progetto è stato ospitato nel 2018, presso AMAT, Civitanova Alta, Macerata, Agorà, Bologna, nel
2019, Festival Città Cento Scale, Potenza, Reno Air Club Argelato Bologna, San Giorgio di Piano, Bologna e nel 2020Agorà, Castello d’Argile, Bologna

KINKALERI
Virus Show | All!

progetto, realizzazione, conduzione Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco
con i partecipanti dei workshop
produzione KLm /Kinkaleri 2018

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Virus Show nella sua esposizione pubblica mostra, in forma performativa, la scansione di tutti i passaggi dell’apprendimento dell’alfabeto gestuale inventato da Kinkaleri, dalla sua assimilazione e applicazione, fino ad arrivare a un corpo che danza una scrittura.
La residenza si articola in una serie di incontri con un gruppo di danzatori che precedono il momento di esposizione pubblica in uno o più luoghi urbani. gli incontri si fondano sulla trasmissione del codice attraverso l’assunzione motoria delle lettere come forma generante di movimento. l’obbiettivo è dare vita a una serie di azioni variabili e modulabili in base ai contesti di riferimento, tutte fondate sull’ alfabetizzazione del movimento diffuso nello spazio aperto della città. Il progetto con esposizione finale è rivolto a danzatori dai 10 ai 14 anni.

Il progetto di residenza e performance è stato presentato nel 2018 presso AMAT al Teatro di Civitanova Marche e nel 2019 nel programma di residenze is it my world? allo spazioK di Prato

mk
Bermudas_forever

progetto, realizzazione Michele Di Stefano
con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Flora Orciari, Laura Scarpini, Loredana Tarnovschi
produzione KLm /mk 2018

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Bermudas è un sistema coreografico pensato per un numero variabile di interpreti, intercambiabili tra loro. È dunque un organismo di movimento basato su regole semplici e rigorose che producono un moto perpetuo.
Il sistema è costruito per essere inclusivo e permeabile, e dipende in maniera cruciale dalle caratteristiche singolari dei performer; la coreografia si trasforma così in un progetto di incontro e mediazione tra individui che possono essere i più disparati e i più lontani tra loro per attitudine, organizzazione gestuale e intensità espressiva.
Bermudas_forever si rivolge alla comunità locale e apre il sistema a chiunque voglia testarlo, previa rapida istruzione sulle regole di movimento e relazione. La residenza ha come obiettivo la messa a punto degli strumenti necessari per aprire efficacemente il formato coreografico a chiunque manifesti l’intenzione di accedervi. Si sviluppa dunque come un momento di incontro tra i performer che conoscono il sistema e un pubblico che voglia testarlo nella pratica.

Bermuda_forever è stato presentato nel 2018 nella programmazione di AMAT al Teatro di Civitanova Marche, nel 2019 al Santarcangelo Festival a Santarcangelo di Romagna, Short Theatre a Roma e al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano